Rendimento energetico e risparmio annuale

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In questo articolo avevamo visto come il rendimento di una caldaia a condensazione aumenti  al diminuire della temperatura dell’acqua di ritorno alla caldaia. Detto diversamente, più un impianto di riscaldamento riesce a lavorare con acqua a bassa temperaturapiù sarà in grado di sfruttare il calore di condensazione del vapore.
Quanto appena detto è fondamentale perché è strettamente connesso alla possibilità di sfruttare efficacemente la caldaia a condensazione a seconda dell’impianto di riscaldamento utilizzato e delle condizioni atmosferiche. Ha quindi direttamente a che fare con il risparmio energetico su base annuale che è possibile ottenere dalla caldaia a condensazione.

Lo sfruttamento della caldaia

La questione essenziale da cui partire è che uno stesso modello di caldaia fornirà su base annuale dei risparmi energetici piuttosto diversi tra di loro, a seconda della temperatura esterna e del tipo di impianto in cui viene impiegata. Il fattore da cui tutto parte, come si diceva, è la temperatura di ritorno alla caldaia che più è bassa e più permette un efficace sfruttamento del calore latente.

Purtroppo, non è possibile abbassare a piacere tale temperatura. Il motivo è che più la temperatura esterna, e quindi indirettamente anche quella interna, è bassa, più, a parità di altre condizioni, quella dei radiatori deve essere alta per portare alla temperatura voluta l’ambiente da riscaldare. Cosa che implica che l’acqua di ritorno dai radiatori alla caldaia sia (quasi) altrettanto alta.
Accanto a questo bisogna anche considerare che più la temperatura di ritorno è bassa, più i radiatori a parità di altre condizioni, devono avere una superficie ampia, in modo da scambiare più facilmente il calore con l’ambiente da riscaldare.

Mettendo assieme questi due fattori si arriva alla conclusione che più la temperatura esterna è bassa e i radiatori sono piccoli, maggiore dovrà essere la temperatura di ritorno alla caldaia. Come si è però visto più questa cresce, più diminuisce la quantità di calore latente sfruttabile dalla caldaia. Basse temperature esterne e piccoli radiatori implicano quindi un minore sfruttamento della caldaia a condensazione.

Per questo motivo il migliore sfruttamento del calore latente con le caldaie a condensazione si ha in climi non troppo rigidi, con impianti con ampi radiatori, e in case con un buon isolamento termico.

Si faccia però molta attenzione al fatto che sebbene nei climi rigidi lo sfruttamento del calore latente è minore, nondimeno in tali climi la convenienza dell’installazione di una caldaia a condensazione è ancora maggiore che nei climi miti, per il fatto che il riscaldamento è in funzione per un numero di ore annuali maggiore rispetto a climi meno rigidi. Dove fa freddo il risparmio complessivo ottenibile con una caldaia a condensazione  è quindi più alto come andremo subito a vedere.

Risparmio energetico e zone climatiche

Quanto appena detto è visualizzabile nella tabella sottostante, che riporta il risparmio medio ottenibile con una caldaia a condensazione in Kilowattora (KWh) annuali per appartamento, a seconda della zona climatica di appartenenza.

Per comprendere correttamente la tabella si tenga presente che l’Italia è stata suddivisa in 6 zone climatiche, partendo dalla più calda per andare alla più fredda, ognuna delle quali contrassegnata con una lettera a seconda della rigidità del clima.

Alla zona “A”, la più calda appartengono solo due comuni (Salina e Lampedusa). Alla zona “B” appartengono località come Palermo a moltissimi altri comuni della Sicilia e della Calabria. Nella zona C, troviamo ad esempio Bari, Napoli o località di mare, anche settentrionali, quali Albenga. In zona D, si trova invece Roma, Pescara e molti comuni del centro e del sud. Alla zona E, che è la più estesa con 4271 comuni, appartengono città come Torino, Milano e Bologna e moltissimi comuni del nord e del centro. Infine in zona F, troviamo le località più fredde, quali ad esempio Cortina, Bardonecchia, Courmayeur e tanti altri comuni montani.

Il grafico mostra come più è rigido il climamaggiori sono i risparmi energetici ottenibili. E’ interessante notare che una famiglia residente in zona “E”, la più popolata con 4271 comuni, installando una caldaia a condensazione riesce a risparmiare in media 1070 KWh ogni anno.

Ancora più interessante è sapere che alle due fasce più fredde, la “E” e la “F”, appartengono 5.342 comuni italiani, mentre a quella più calde ne appartengono solo 2.759. Il che significa che quasi due terzi delle famiglie italiane, installando una caldaia a condensazione, risparmierebbe non meno di 1070 KWh (in media) ogni anno.

Come si traducono queste cifre in effettivo risparmio economico? Dare numeri esatti non è possibile, dato che la traduzione in Euro delle quantità energetiche analizzate, dipende da diversi fattori quali: qualità del gas nella rete di distribuzione, fornitore del gas, fascia di consumo della famiglia in questione, e altri ancora. Approssimando, si può comunque dire che per una famiglia media abitante in zona “E”, il risparmio annuale ottenibile si aggira intorno ai 250 Euro.

Se si tiene presente che la vita media di una caldaia è di 15 anni, e che una caldaia a condensazione può costare in media, dai 300 ai 1000 Euro in più, rispetto ad una convenzionale, si vede come il ritorno della differenza di investimento rispetto ad una caldaia convenzionale, si ha dagli uno ai quattro anni, e che il risparmio complessivo nell’intero arco di vita della caldaia è in media di ben 3.750 Euro.

Risparmiare ancora di più

Si faccia attenzione che i risparmi di cui si parla, sono quelli ottenibili con gli impianti di riscaldamento più diffusi in Italia, impianti che chiaramente sono già esistenti nell’abitazione in cui la caldaia viene installata. Con dei radiatori appositamente realizzati per funzionare con una caldaia a condensazione, i risparmi ottenibili sono ancora maggiori.

Essenzialmente ciò è dovuto al fatto che gli impianti già esistenti, sono caratterizzati da radiatori di dimensioni relativamente contenute, perché costruiti per essere utilizzati con caldaie tradizionali, che hanno una temperatura di lavoro che va di norma dai 75 ai 90 gradi. Una caldaia a condensazione, dovendo invece lavorare come si è visto a temperature inferiori per sfruttare efficacemente il calore latente, per essere sfruttata al massimo ha bisogno di radiatori di dimensioni maggiori.

E’ comunque importante il fatto che nella maggioranza dei casi, anche senza apportare alcuna modifica all’impianto esistente, una caldaia a condensazione è in grado in ogni caso di assicurare notevoli risparmi sulle spese energetiche. Questa è una verità ignorata da coloro che, poco informati, affermano che l’installazione di una caldaia a condensazione senza la sostituzione dei radiatori, è un intervento inutile. Chi vuole approfondire l'argomento può fare riferimento all'articolo sui radiatori utilizzabili con le caldaie a condensazione.

La cosa è ancora più interessante se si pensa che un intervento famigliare di riqualificazione energetica può essere suddiviso in due step. Prima si acquista la caldaia a condensazione e la si usa con l’impianto esistente, ottenendo i risparmi appena visti. Dopo due o tre anni si effettua lo step successivo, sostituendo i radiatori esistenti con dei modelli appositi, per sfruttare al massimo la caldaia e ottenere così risparmi ancora maggiori.

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